Sorci Verdi

L’Inter torna da Bologna con due punti persi rispetto alle più che lecite aspettative, ma torna con un punto immeritatamente guadagnato rispetto allo svolgersi della partita.
La vittoria dei felsinei sarebbe stata strameritata, in quanto hanno preso il pallino del gioco in mano fin dal primo minuto. E il computo delle occasioni dice che il Bologna ha calciato pericolosamente dal limite sei volte (tre con Verdi, gol compreso, una con Di Francesco, una Pulgar e una Donsah) e due volte nitidamente da dentro area (entrambe con Verdi).
Per l’Inter si può calcolare il sinistro al giro alto di Perisic, la staffilata di Skriniar e un colpo di testa di Miranda. Otto occasioni contro tre. Bologna stravince ai punti.
Dove inizino i meriti dei rossoblu, e dove arrivino i demeriti dell’Inter è difficile da decifrare. O meglio, i demeriti dell’Inter sono evidenti, difficile è quantificare quanto sia stata resa vita all’ottimo Bologna.
L’Inter ha sbagliato la misura di tutti i passaggi, le seconde palle erano tutte rossoblu, non ricordo un contrasto vinto, una transizione veloce per una ripartenza. Niente. Sempre mal posizionati, filtro assente del centrocampo, poche idee e confuse, poca cattiveria, poca voglia, poca convinzione.
Sui singoli, inaccettabili le prove di Vecino, Borja e J. Mario. L’involuzione di Candreva mi sembra ormai stabile. Malissimo anche Icardi e Perisic, non fraintendiamo, ma la mollezza dei tre centrocampisti è stata disarmante.
La condizione malsana di una squadra si vede anche da piccole cose: rimesse laterali imbarazzanti, con terzini perplessi davanti alla svogliata immobilità dei compagni. E le rimesse dal fondo di Handanovic. Inaccettabili un paio di sue scarpate, segno di poca concentrazione, ma ancor più inaccettabile che su queste traiettorie sbilenche siano arrivati prima i bolognesi. Sui rinvii del portiere si sta davanti agli avversari, davanti, lo insegnano nei pulcini. L’occasione più ghiotta è arrivata proprio da un rinvio orrendo dello sloveno, Poli che intercetta comodamente, la dà a Petkovic (migliore in campo, Skriniar stranamente non ne ha presa neanche una di testa contro di lui) che manda in porta Verdi. Palla a fil di palo. Rischiare di prendere gol con tre passaggi su un rinvio del portiere non succede neanche nei campi di Eccellenza del Molise.
Sembrava di rivedere l’Inter di De Boer contro il Beer Sheva, o l’Inter di Pioli contro il Crotone, segno che certe magagne strutturali, un certo tarlo di atteggiamento di squadra è ancora ben lontano dall’essere debellato.

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Inter-Spal

Dopo la sosta delle nazionali possono sempre esserci sorprese, ma una squadra che vuole arrivare in Europa non può contemplare di non vincere certe partite.
Salamon che non giocava a Cagliari, Felipe che non giocava a Udine, Viviani che non giocava a Bologna e Paloschi che non giocava a Bergamo; più Borriello che ha pur sempre 35 anni. Questi sono stati gli innesti “top” della Spal. Vicari, Lazzari e Mora vengono dalla Lega Pro, Schiattarella e Gomis dalla B, Matttiello è un ex-Primavera Juve con una manciata di gettoni in A.
Le insidie ci sono, come in tutte le partite, ma l’Inter deve vincere e convincere.
Sono d’accordo con Spalletti nel far giocare chi è rimasto ad Appiano: Gagliardini, Borja e Dalbert, con i quali si è potuto preparare attentamente la partita. Mi sembra altrettanto opportuno provare J. Mario dall’inizio e far rifiatare Vecino.
La Spal è abituata a fare la partita. Né Paloschi né Borriello sono contropiedisti, ma nenache le riserve Antenucci, Floccari e Bonazzoli. Il 3-5-2 di Semplici rischia di andare in difficoltà sulle fasce. Mi aspetto molto dalla spinta di Dalbert.
3-0. Icardi, J. Mario, Icardi

Roma-Inter, dopo

Ieri scrivevo questo:
“La situazione ideale per i nerazzurri potrebbe essere una vittoria immeritata, con la Roma che si dimostra più forte per larghi ratti della partita e l’Inter che gioca da squadra e vince col cuore, la malizia, la fortuna. Vittorie così valgono doppio, il triplo, i quadruplo: tolgono punti e morale a una concorrente, creano autostima, ma non illudono, non nascondono i problemi. Non li nascondono a Spalletti e alla rosa, ma neanche a chi ha poche ore per migliorare la squadra.”

Ed è quello che si è verificato. Anche se non mi aspettavo che i problemi dell’Inter fossero così mastodontici. Risultato bugiardissimo, questo 1-3. Discreta Inter fino al gol di Dzeko, poi solo Roma per quasi un’ora. Vedere questo video, e i commenti in diretta, per rendersi conto di quanto sia stata brutta l’Inter: distanza tra i reparti, scelte sbagliate, squadra macchinosa, assenza di idee eccetera.
Per me la chiave della partita era qui: “bei duelli Defrel-Nagatomo (brrr), Kolarov-Candreva, Perotti-D’Ambrosio e soprattutto Perisic-Manolas. Allargare il greco, per necessità, potrebbe essere una buona soluzione per contrastare Perisic, ma lasciare Fazio-J.Jesus contro Icardi non mi farebbe stare tranquillissimo, fossi in Di Francesco.”
Il tecnico della Roma ha preferito invertire J.J. e Manolas, con il brasiliano che ha retto benissimo fino a un certo punto, quando Perisic ha deciso di impegnarsi e fare la differenza. Defrel-Nagatomo e Kolarov-Candreva si sono annullati, mentre Perotti ha fatto vedere le stelle a D’Ambrosio, che non l’ha mai preso. Purtroppo per la Roma, questo duello stravinto sulla sinistra non ha portato al raddoppio.
Spalletti può fare tesoro di alcuni errori: ad esempio, che Gagliardini-Vecino è una coppia troppo lenta e macchinosa, e non funziona. Borja non ha lo strappo per fare il trequartista, mentre è preziosissimo davanti alla difesa. La prestazione di Gagliardini è stata preoccupante: spero sia solo una questione di ritardo di condizione, ma come detto spero che Spalleti lo provi più avanti, come “centrocampista assaltatore”.
Note liete: J. Mario ha cambiato la partita (nonostante troppi errori in rifinitura e poca cattiveria), Vecino ottimo, benissimo l’ingresso di Dalbert. E poi Icardi. Io ho finito gli aggettivi.

Roma – Inter

All’Olimpico, stasera, sarà molto importante.
Una sconfitta, con susseguente pausa per la nazionale, porterebbe alla prima crisi stagionale: 15 giorni di critiche e depressione che potrebbero essere curate solo da un botto di mercato, che non arriverà. Sarebbe quindi il primo grande banco di prova di Spalletti, che però si troverebbe la rosa sparpagliata e l’impossibilità di ricompattare il gruppo. Una vittoria convincente, invece, potrebbe illudere che va bene così, mentre l’Inter ha bisogno di almeno un paio di innesti.

La situazione ideale per i nerazzurri potrebbe essere una vittoria immeritata, con la Roma che si dimostra più forte per larghi ratti della partita e l’Inter che gioca da squadra e vince col cuore, la malizia, la fortuna. Vittorie così valgono doppio, il triplo, i quadruplo: tolgono punti e morale a una concorrente, creano autostima, ma non illudono, non nascondono i problemi. Non li nascondono a Spalletti e alla rosa, ma neanche a chi ha poche ore per migliorare la squadra.

Ma veniamo all’aspetto tecnico: si affronteranno due formazioni piuttosto simili, un 4-3-3 che si trasforma in 4-2-3-1, con gli inserimenti di Nainngolan, e un 4-2-3-1 che si trasforma in un 4-3-3, con il passo indietro del trequartista in fase difensiva. Già, il trequartista, unico dubbio di Spalletti, pare, e uomo designato a bloccare De Rossi e spaccare la partita. J. Mario sembra favorito, dopo l’ottimo spezzone contro la Viola, seguito dall’opzione B. Valero, con Gagliardini-Vecino in mediana. Difficile da riconferma di Brozovic. Eppure il croato le partite importanti spesso le azzecca. Il suo limite, semmai, è sottovalutare sfide meno di cartello. Personalmente, lo riconfermerei.
Dzeko sarà un bel banco di prova per Skriniar, bei duelli Defrel-Nagatomo (brrr), Kolarov-Candreva, Perotti-D’Ambrosio e soprattutto Perisic-Manolas. Allargare il greco, per necessità, potrebbe essere una buona soluzione per contrastare Perisic, ma lasciare Fazio-J.Jesus contro Icardi non mi farebbe stare tranquillissimo, fossi in Di Francesco.
Nell’1-3 dello scorso anno, nel segno dello strapotere di Nainngolan, uno dei migliori in campo su proprio Fazio, calamita di ogni cross nerazzurro. Per questo non andrà ripetuto lo stesso errore, con 312 traversoni in area, dove Icardi dovrebbe lottare con uno dei migliori al mondo nel gioco aereo. Ergo: venire dentro al campo e sfruttare la malizia di Icardi. Fazio non ha il passo, Jesus non ha l’intelligenza e il mestiere. E Di Francesco non è certo un leader nella fase difensiva (vedere score Sassuolo).

Pronostico secco: 1-1. vantaggio di Dzeko, pareggio di Miranda

Verso la fine del mercato

Secondo me il mercato dell’Inter di oggi merita un 6,5/7 in pagella. Manca una settimana alla chiusura e ci sono i margini per diventare da 10.
Provo a dipingere questo migliore dei mondi possibili, a tinte nerazzurre, e via via tutte le soluzioni subottimali.

Mercato da 10:
l’Inter cede Ranocchia al Burnley per 6mln, Jovetic accetta i 14 mln del Newcastle, il Chelsea si spinge davvero a 32 mln per Candreva. Nagatomo finisce alla Sampdoria nell’affare Schick, il Siviglia concretizza il suo interesse per Santon.
E veniamo alle entrate: Schick, come detto, che diventerebbe l’arma segreta dell’attacco. Per sostituire Candreva voto Keita, sul quale reinvestire quasi tutti i 32mln entrati da Candreva. Userei Gabigol, cercato dal Benfica, per imbastire uno scambio di prestiti con L. Lopez, ottimo difensore. Non mi accontenterei di tre centrali, puntando a un quarto low cost, e fidandomi del fiuto di Sabatini per un giovane sconosciuto proveniente da chissà dove.
Infine, ciliegina sulla torta che trasformerebbe il mercato in un dieci e lode: Perso Lamar, si spera che Wenger offra tra i 15 e i 20mln per Brozovic.
Duncan potrebbe essere un buon sostituto di Brozovic, portando un po’ di dinamismo a un centrocampo troppo statico, tra la legnosità di Vecino e Gagliarini e un Borja compassato.

Mercato da 9: fare tutto come sopra, senza riuscire a mettere le mani su Schik. Ho sempre sostenuto che ci serva più Keita che il ceco. Mercato da 9,5 se al posto di Schick prendiamo il francesino Karamoh.

Mercato da 8,5: tutto come il mercato da 10, ma senza Keita e trattenendo Candreva . E senza l’avvicendamento Brozovic-Duncan.

Mercato da 8: cediamo Jovetic, Santon, Ansaldi e Ranocchia. Arrivano Mangala, Karamoh e Schick.

Mercato da 7,5: Arrivano Mangala, Karamoh e Schick. Riusciamo a cedere solo un terzino (Santon/Andaldi/Nagatomo) e Ranocchia, Jovetic va via solo in prestito.

Mercato da 7: Arrivano Mangala e Karamoh. Ansaldi al Genoa in prestito, Ranocchia al Burnley, paghiamo parte degli ingaggi di Jovetic e Gabigol.

Mercato da 6,5: rimaniamo così, col solo arrivo di un centrale e tanti esuberi in rosa.

Si comincia, Fiorentina

L’Inter si appresta ad affrontare la Viola. Inizio non semplice, contro un recentissimo ex, ferito, che potrebbe meditare vendetta. Spero in un bello striscione di San Siro: perché Pioli se lo merita, e perché potrebbe togliergli un po’ di cattiveria.

Probabilmente ci saranno due 4-2-3-1 a specchio. Sulla carta, i duelli individuali dovrebbero essere tutti a favore dei nerazzurri, soprattutto sulle fasce. Rischierei subito Dalbert, insieme agli altri tre nuovi: ovviamente Skriniar, ma anche la coppia in mediana Vecino-Valero.

Ma veniamo alla sorpresa. Ci penso da un po’, e Spalletti mi ha dato il là con la conferenza di ieri: dietro a Icardi, sulla trequarti, potrebbe esserci una sorpresa. Il che mi ha stuzzicato un’idea che avevo da un po’ di tempo, da quando si (stra)parla del famoso “centrocampista assaltatore”: Gagliardini. Per me è perfetto per fare il Nainngolan, nonché l’unico centrocampista in rosa che ha potenziale realizzativo. Ha corsa, ha tiro, ha tempi di inserimento, il colpo di testa per sfruttare i cross, il piede per rifinire. Ma, soprattutto, sa recuperare palloni alto ed è intelligente. Per me può diventare un centrocampista da 7-8 gol a campionato.

Pronostico secco: 3-1. Icardi, Perisic, Babacar, Eder

Pronostico 2017-2018

Sulla metro di Valencia che mi portava al mercato di Benimaclet, ho scritto il mio pronostico per la Serie A 2017-2017. Ho molti dubbi: Inter, Roma e Milan si giocano i due posti buoni per la CL. Non mi stupirei se il Napoli scavalcasse la Juventus. La Lazio si confermerà ad alti livelli, dietro vedo un solco profondo. Mi aspetto un’Atalanta molto più indietro del miracolo del 2017. Torino bene, ma non benissimo, come sempre quando c’è di mezzo Miha. Fiorentina incognita, mi aspetto molto dalla Samp. In coda vedo maluccio le neopromosse, mentre a Crotone sanno benissimo che che due miracoli di fila non succedono. Penso che le tre retrocesse usciranno dal pacchetto neopromosse+Crotone, con l’incognita di Chievo e Cagliari, che ciclicamente sprofondano. Campionati mediocri per Sassuolo e Udinese, salvezze comode, ma tristi, per Genoa e Bologna. Se poi, nei prossimi dieci giorni, il Benevento comprasse Messi, mi lascio il beneficio di rivedere qualcosa.WP_20170819_09_21_39_Pro.jpg